Autonomia e progressione: le condizioni per modificare l’allenamento

 

Articolo di Denis Tiquet e Arnaud Metodo Lafay.
OBIETTIVO: gestione autonoma dei molteplici strumenti che compongono il Metodo.

 

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Molti praticanti desiderano modificare il Metodo o chiedono consigli per ottimizzarlo.

La concezione del Metodo insegna a essere autonomi e a progredire in modo lineare. Potrete così constatare che i praticanti di un livello elevato non hanno fatto altro che seguire il Metodo alla lettera: i livelli, gli esercizi, le strategie proposte. Nessuno, se non con l’accordo degli istruttori e moderatori di musculaction.com o di Olivier, ha modificato il Metodo. E ci sono valide ragioni.

Per imparare a diventare autonomi ci sono le opere e il Blog di Olivier: la pratica sana del Metodo, la sua ottimizzazione, la sua gestione e quella dell’alimentazione.

Il Metodo vi darà una nuova visione della muscolazione. Non modificatelo per farlo corrispondere a ciò che pensate di sapere.

 

Perché alcuni modificano erroneamente il Metodo?

Quando un praticante mette in atto una modifica non prevista dal Metodo, di solito lo fa per rispondere a un momento di stagnazione o di stanchezza. Spesso i praticanti che hanno modificato l’allenamento si vantano di avere osservato un momentaneo progresso. Ma è, appunto, solo temporaneo.

Non bisogna confondere la stagnazione psicologica con quella atletica. La scelta di introdurre un cambiamento nell’esercizio o nel formato può far superare una stagnazione psicologica (la stanchezza) ma, nella maggior pare dei casi, non permette di vincere la stagnazione atletica (aspetto/performance).

Modificare il Metodo, al di fuori dai limiti che esso impone e delle soluzioni che propone, si rivela quindi un errore.


Da dove deriva questo errore?

Quando ci blocchiamo, ci stanchiamo, siamo demotivati, abbiamo a volte la tendenza a cercare una soluzione “personale”. Se siamo all’inizio e non otteniamo subito i risultati scontati, possiamo perdere la motivazione perché riteniamo di avere fatto le cose per bene e di avere seguito correttamente il Metodo. Possiamo anche avere fatto dei progressi per un po’ e poi constatare un’improvvisa stagnazione, che affossa il nostro morale. Questa specifica mancanza di risultati può indurre a pensare che sia necessario “adattare il metodo al proprio caso personale”.

In realtà un praticante provetto è in grado di osservare con distacco il proprio allenamento e quello degli altri nel caso in cui fornisca loro dei consigli, mentre il praticante poco esperto può faticare a prendere distanza e pensare quindi che, dopo avere “provato tutto”, è il momento di inserire delle modifiche che gli saranno utili in funzione delle sue “debolezze personali”. Il caso più estremo è quello di chi vuole “avere tutto subito”, che si demoralizza se i suoi pettorali sono “in ritardo” in rapporto alle braccia e che per ogni “sproporzione” si rattrista e si irrita al punto da volere trovare immediatamente una soluzione “definitiva”.

Così potremo trovare praticanti che vogliono:

– aggiungere esercizi (per esempio: “voglio aggiungere il curl per progredire nei bicipiti, perché faccio fatica nelle trazioni”);

– modificare alcuni esercizi (aperture, ritmo…);

– modificare la logica di progressione (cfr. esempio qui di seguito).



Esempio:
Prendiamo l’esempio di una modifica dell’esercizio numero 1: il praticante ristagna in B (psicologicamente = è stufo), decide di cambiare questo esercizio con B2. Naturalmente la sua scelta gli permetter di valorizzare il suo ego e di risollevare temporaneamente il morale.
Ma, senza i consigli di persone esperte, la conclusione di questa scelta avrà conseguenze non sul presente, ma sul futuro. Il rinvio del ristagno psicologico modificando il metodo sarà solo temporaneo. Questa persona non progredirà fisicamente (o lo farà pochissimo).

Visto che il ristagno psicologico e quello fisico sono legati, dopo qualche seduta questa persona sarà in stagnazione psicologica e fisica. E tutto ricomincerà, con una ricerca al di fuori dei principi strutturanti del Metodo.

Il modo giusto di progredire è quello che segue le consegne di base (libri, blog).

Olivier lo ha ricordato recentemente sul blog con questo commento:
“Si tratta di un metodo, in altre parole bisogna rispettare le indicazioni che vengono date per controllare il processo di sviluppo e ottenere dei risultati.”

Inserire delle modifiche non previste dal processo del Metodo = errore di cui si pagherà il prezzo a breve o medio termine.

È un errore che sarà:
– nel migliore dei casi inutile (senza effetti), senza impatto negativo sulla progressione;
– nel peggiore, un nuovo problema che non farà che peggiorare, a volte con il rischio di infortuni.

Nel primo caso la modifica avrà solo pochi effetti sull’allenamento e, se la progressione riparte, ci sarà chi, a torto, attribuirà una parte dei risultati a questa modifica. Ciò non avrà grande incidenza sul proseguimento dell’allenamento, basterà tornare al metodo di base non appena la progressione sarà ripartita.

Nel secondo caso, entriamo nel problema del “non è più la stessa cosa” (cfr. le opere di Watzlawick, che Olivier consiglia: iniziate da “Ultra Solutions”: How to Fail Most Successfully e The Situation Is Hopeless But Not Serious (The Pursuit of Unhappiness, se avete voglia, capirete ancora meglio l’idea).
> Ci si blocca > si introduce una modifica. Questa modifica si rivela poco produttiva. Ci si dice che la modifica è sbagliata > se ne prova un’altra, si aggiunge… Risultato: ci si allontana sempre di più dal Metodo, con sempre meno risultati, facendo “sempre meno la stessa cosa”.

È un problema che riguarda essenzialmente i praticanti che iniziano, ma che può interessare praticanti più esperti. Da qui deriva l’interesse a ritornare regolarmente alla base, i libri, per garantirsi di non essersi allontanati senza rendersene conto, e a leggere il blog regolarmente.

Leggere il blog vi permette di acquisire degli strumenti che vi aiutano ad aumentare la distanza strategica e quindi a evitare errori nei quali si può facilmente cadere quando manca il distacco.

Modificare il metodo non è la migliore scelta di progressione: non è auspicabile inventare movimenti, modificare di propria iniziativa i tempi di riposo. Se fosse stato necessario per garantirvi un maggiore progresso non c’è dubbio che Olivier avrebbe già introdotto quelle modifiche.

Una modifica “personale” dello sviluppo del metodo può essere approvata solo da Olivier o da una persona qualificata per farlo. “Inventare” senza pensare alle conseguenze non fa parte dello spirito del Metodo e della riflessione che questo vuole insegnare.

 

Cosa fare in caso di problema? Consigli pratici per tutti

Quando vi bloccate:

1 – riaprite il libro e leggetelo con calma (per intero, se siete all’inizio). Avete rispettato la modalità di progressione? Avete seguito i consigli sull’alimentazione? Tenete un diario dell’allenamento? Avete rispettato la frequenza degli allenamenti, i tempi di riposo, le ampiezze, lo stretching, il diaframma?
Avete saltato una o più di queste fasi?
Vi sembra tutto perfetto dall’inizio alla fine? Contattate un istruttore Lafay sul forum per avere la sua opinione. Ricordate di fornirgli tutte le possibili informazioni (obiettivi, problemi, soluzioni provate, misurazioni…).

2 – ricordate gli esercizi di sostituzione. Se fate molta fatica a progredire in C1, sostituitelo con C4/5-6 per qualche tempo. Questi esercizi sono indicati perché sono efficaci e vi permetteranno di progredire molto bene. Tornerete a C1 più avanti, quando sarete più forti.

3 – se avete dolori eseguendo B, applicate le indicazioni delle FAQ, e passate ad A12. Non dovete mai insistere se avete dolore. Spesso ci sono soluzioni per progredire senza avere male. Sperimentatele senza preoccuparvi per sviluppare i muscoli.

Un articolo indispensabile: Gestire le tendiniti e altri dolori

(se i dolori persistono nonostante le soluzioni proposte, riposatevi; consultate un medico o un osteopata se i dolori non cessano o se ritornano cronicamente)

4 – siate onesti con voi stessi e con gli istruttori. Se avete sbagliato qualcosa, non vergognatevi a dirlo. Se non siete sicuri sulla modalità di esecuzione di un esercizio, ditelo, di qualunque cosa si tratti. Condividete, anche in privato. Gli istruttori del forum non racconteranno a nessuno i vostri problemi personali.

5 – seguite l’attualità del blog, ecco alcuni articoli che potranno esservi utili:

- Gestire la performance: una sintesi imperdibile 
- Dialogo sull’efficienza 

6 – Consultate il Canale Youtube Ufficiale