Dall’efficacità all’efficienza: la nuova via del muscolo

 Articolo illustrato da fotografie di Lake Methode Lafay, giovane praticante di 19 anni.

Introduzione:

L'articolo che segue riprende e sviluppa le nozioni di cui si è parlato (sul blog francese) durante l'analisi dei gimmicks culturisti ben noti che sono "No Pain No Gain" e "Only the strong survives". Come ho spiegato in altri miei articoli, bisogna quindi comprendere che ogni motto è una bussola, e cioè un attrezzo verbale, un attrezzo del pensiero che permette di orientarsi quando abbiamo una riflessione da compiere, un problema da risolvere, un'azione da realizzare. Esaminando i motti della muscolazione classica e paragonandoli a quelli del Metodo, scopriremo meglio la differenza tra i due concetti. Il Metodo riprende il concetto classico per modificarne certi aspetti e sminuirne altri, scartando gli elementi più nocivi.

Logica dell'aggiramento VS logica dello scontro Logica della cooperazione VS logica della competizione

1/ Muscolazione classica ed efficacità.

In muscolazione classica, i motti ripetuti sono di solito associati al culto dell'efficacità, e cioè di uno scontro diretto con la realtà (il mondo, gli altri e se stessi). Il tipo di allenamento, l'approccio scientifico, sono connaturati a questi motti, che si appoggiano a loro volta su una tradizione filosofica spinta fino alla caricatura.   Riprendo qui le due massime conosciute e di cui ho già trattato. « No pain no gain » (presto tradotto in italiano) « Only the strong survives » (questa si vuole una massima ma non lo è, come abbiamo già dimostrato).

Queste frasi vengono rivendicate come bussole, coscientemente o meno, e rinviano a una logica dello scontro. Un confronto con il mondo, con gli altri, con se stessi. Siamo di fronte a noi stessi e ci battiamo contro noi stessi. In muscolazione, questa logica porta inevitabilmente all'autodistruzione: bisogna vincere se stessi, si è in guerra con se stessi. Ci vogliono un vincitore e un vinto. Il corpo che accetta di trasformarsi è visto come il vinto: si è piegato alla nostra volontà. In realtà, privilegiando l'Avere (avere un corpo) a scapito dell'Essere (essere un corpo), si finisce per eliminare se stessi, si trascura la parte più importante di ciò da cui siamo composti: è sbagliato credere che siamo fatti a scomparti.

Nel cercare di essere un vincitore, creiamo anche un vinto. Ma il vinto, siamo sempre noi. Questo non può non implicare delle conseguenze… Le tattiche e strategie "guerriere" sottomettono e distruggono il sé vinto per soddisfare l'ego del sé vincitore. Il bodybuilding, vissuto in funzione dei motti citati sopra, spinge fino alla caricatura una visione eroica, e tutta occidentale, del mondo. Richiama l'archetipo, nel senso jungiano, dell'eroe che affronta solo il mondo, con una conclusione tragica. Lo scontro appare come l'unica possibilità, avviene nel dolore e… finisce male. Adottando unilateralmente tali motti, ci si mette nella condizione di adottare uno stile di vita tragico, in cui la ricerca del dolore e degli exploits, a scapito di qualsiasi vita interiore e di pace con se stessi, porta inevitabilmente all'autodistruzione (del corpo e dell'anima).


 

2/ Muscuolazione costruttivista ed efficienza

Vorrei evidenziare tre motti fondamentali, tre matrioske, che ben illustrano l'evoluzione del pensiero.

« Mens sana in corpore sano » È questo l'obiettivo: avere uno spirito sano in un corpo sano. L'obiettivo è quello dell'equilibrio globale della persone, del benessere. Per poter raggiungere tale obiettivo, bisogna capire il prossimo motto.

« La costruzione del corpo deve essere subordinata alla costruzione di sé » Si tratta di integrare la costruzione del corpo in un insieme più vasto, che è la costruzione della persona. Ogni focalizzazione esclusiva sul corpo provoca uno squilibrio. Siamo più di un corpo, e certamente più di un corpo da rendere muscoloso e basta. La prima necessità è quella di considerare se stessi come un tutto. Il corpo non è un oggetto che si deve e può modellare a piacere: è tutto l'essere a dovere essere modellato, siamo noi che dobbiamo essere modellati.

« Pochi sforzi, molti effetti » Costruire se stessi, raggiungere il controllo di sé, richiede molta energia. Si deve essere competenti in numerosi campi. Per stare bene con se stessi bisogna prima aver capito che è indispensabile saper conservare la propria energia, risparmiarla e orientarla bene. Si ricorre dunque alla bussola dell'efficienza: pochi sforzi e molti effetti. Non si tratta più di lasciarsi risucchiare totalemente dalla logica monomaniacale e autodistruttiva dello scontro sistematico con se stessi (efficacità visibile, scontro diretto con il mondo), ma al contrario di agire con buonsenso ed elasticità al fine di individuare le leve che ci permetteranno di ottenere l'efficienza (poco scontro, poco eroismo).  Invece di scontrarsi direttamente con il mondo (cioè se stessi) come un guerriero, dovremo agire a monte (anzi che frontalmente), ovvero condizioneremo alcune situazioni perché ci tornino utili, senza sprecare energie.  Nella logica della costruzione di sé, non bisogna ovviamente riporre tutte le proprie forze in un'unica battaglia (qui si tratta della battaglia della "costruzione muscolare prima di tutto"). Lo sfinimento in allenamento non viene più ricercato, anzi. Non si tratta di sforzarsi, regolarmente, incessantemente, fino a farsi vomitare: bisogna "risparmiarsi"… per se stessi. La muscolazione costruttivista ci insegna a non seguire più la logica dello scontro, della guerra, della competizione, ma… quella della cooperazione (con il mondo, gli altri, noi stessi). Così, laddove il bodybuilding si concentra sulle "tecniche di intensificazione", per forzare il corpo a reagire (nel dolore), noi ci concentreremo sui 

Cicli e Mini Cicli. Aggiriamo il problema, ci balliamo insieme, con agilità, anzi che sbattere la fronte contro il muro come a volerlo sfondare. Laddove l'eroe "bodybuilder" usa i pesi più pesanti possibili, come se volesse sollevare il mondo intero, noi utilizzeremo carichi leggeri, ottenendo gli stessi effetti, ma con assai meno rischi, e meno logoramento.

 

Riassumiamo

Vogliamo ottenere un effetto (trasformazione corporea). Si dà il caso che esistano due concezioni dell'effetto, che possono completarsi e contrapporsi: l'effetto legato all'efficacità e l'effetto legato all'efficienza. L’efficacità rientra nella categoria del visibile; deriva da una logica di scontro diretto (eroico) con il mondo. L'efficacità è una frizione con la realtà. L'efficacità si vede: perché una cosa venga definita "efficace", questa cosa si deve vedere.  L'efficienza rientra nella categoria dell'invisibile o del quasi invisibile. L'efficienza causa una frizione minima con la realtà. Deriva da una logica di cooperazione e funziona grazie a un morbido e agile condizionamento (di azioni leggere) a monte. L'efficienza non rigetta né nega l'efficacità, la integra, ma diminuendone lo spazio. Ha come scopo (è forse la sua essenza stessa) quello di ridurre i periodi di scontro diretto. Consiste nella volontà di una trasformazione silenziosa.  Non vi è nulla di eroico nel voler aggirare la stagnazione, nell'operare in dolcezza, ma i benefici di questo atteggiamento sono evidenti.  Agire a monte, significa saper analizzare una situazione, determinarne le potenzialità, e saper orientarsi in modo da ottenere il risultato desiderato alla fine, con sforzi minimi. Gli strumenti che fornisco sul blog sono utili per capire e saper analizzare un contesto, una situazione; comprendere e saper determinare le potenzialità della situazione in questione; e capire e saper condizionare una situazione per raggiungere l'efficienza. Questi strumenti sono concettuali (nozioni intellettuali) e pratici (prescrizioni legate direttamente alla pratica efficiente della muscolazione). Per raggiungere l'Autogoverno di sé, servono entrambe le cose, sia gli strumenti che permettono di agire bene, quindi strumenti pratici, sia gli strumenti di riflessione che permettono di saper condizionare al meglio una situazione e quindi saperla prima analizzare. Imparate a coltivare l'efficienza coltivando voi stessi.