Dialogo sull’efficienza

Recenti domande riguardo l'efficienza mi hanno spinto a proporvi i seguenti percorsi, seguiti da un breve dialogo.

Charles


Per illustrare questo articolo, ho voluto delle foto che dimostrassero la giustezza di un approccio incentrato sull'efficienza. Ho quindi scelto apposto risultati molto importanti. Si può diventare molto muscolosi, al naturale, adottando una logica spinta di controllo dello sforzo. Da notare che il cuore di questi atleti compie fra le 45 e le 60 pulsazioni al minuto, senza neanche fare cardio in parallelo… Ovviamente non siete costretti a mirare agli stessi risultati. Ma c'è chi può di più e chi meno, e il Metodo propone percorsi su misura. Interrompete il vostro sviluppo quando lo desiderate.  

 

Didier


Per riassumere in termini molto semplici l'efficienza, diciamo che si tratta della capacità di progredire il più possibile, facendosi meno male possibile, e dedicandoci il minor tempo possibile. L'energia così risparmiata può essere ridistribuita altrove (sviluppo di sé, professionale, familiare, affettivo). Questo approccio, derivato dal costruttivismo e dalla strategia cinese, è rivoluzionario in quanto diametralmente opposto ai discorsi/credenze ripetuti in muscolazione tradizionale (rimasta legata al No pain no gain). Da 8 anni vi sto dunque invitando a seguire un altro modo di dedicarvi alla pratica della muscolazione.  

 

Baptiste


Si riducono i periodi di scontro con se stessi (i periodi in cui ci si sforza). Si aumentano i periodi "morbidi". Tutto ciò si fa in modo molto calibrato, all'interno di una struttura di allenamento frutto di due decenni di ricerche. Il Metodo è infatti stato elaborato per indirizzare questo processo di efficienza.    L'allenamento di base del Metodo è efficiente di per sé… Si tratta di ottenere risultati importanti (a volte eccezionali) riducendo al minimo le fasi di aggressione verso se stessi. La muscolazione genera un doppio stress: quello che ci infliggiamo mentalmente, al fine di realizzare le sedute con regolarità, ma anche uno stress corporeo (allenarsi fisicamente significa distruggersi nella speranza di ricostruirsi "in meglio"). È possibile ridurre notevolmente questo stress, senza compromettere i risultati attesi (volume, forza, resistenza ecc).  

 

Emmanuel

Il volume 1 + il volume 2 costituiscono la base dell'allenamento efficiente. Gli articoli del blog servono ad ottimizzare questo processo, vi aiutano a modificare la vostra percezione del rapporto che si ha con l'allenamento. Vi fanno guadagnare del tempo. Serve infatti tempo per modificare in modo durevole i vostri comportamenti, per ridurre/eliminare questo atteggiamento violento (verso se stessi), che costituisce la norma nella nostra società. Serve tempo (pratica) per accettare pienamente l'idea che facendosi meno male si progredisce altrettanto, se non meglio...  

 

 

Clément

Di fronte ai sorprendenti risultati ottenuti dai praticanti del Metodo, alcuni seguaci dei manubri hanno dichiarato che si potevano ottenere gli stessi identici risultati con del materiale pesante (macchine, manubri). Non l'ho mai negato. Si possono ottenere gli stessi risultati (visivi) con i manubri. Ma non li si ottengono nelle stesse condizioni… L'efficienza permessa dal Metodo consiste appunto in: - molto meno tempo trascorso in allenamento, con risultati visivi identici; - l'allenamento del cuore integrato nell'allenamento di muscolazione (altro guadagno di tempo); - carichi leggeri anzi che carichi pesanti (molto meno rischio di infortunarsi); - un fisico sì estetico, ma capace anche di eccellere in tutti gli sport; - molto meno energia sprecata durante l'allenamento (grazie al sistema Cicli e Mini Cicli); - una mente che si apre à un altro modo di concepire il rapporto con se stessi (non vedere più se stessi come un nemico da sconfiggere); - la democratizzazione della muscolazione (un percorso adatto ai più, che tiene intrinsecamente conto dei molteplici vincoli, interni ed esterni, che ci modellano).  

 

Lake

Sono ormai più di 8 anni che i risultati dei praticanti dimostrano che è possibile andare lontano, addirittura molto lontano, con un approccio diametralmente opposto a quello della muscolazione tradizionale (struttura di allenamento, psicologia, teoria dell'Uomo). La cosa dovrebbe far riflettere i partigiani di questa muscolazione tradizionale, al di là dell'aspetto puramente commerciale legato alle importanti vendite delle mie opere.  

 

 

Arnaud

Il mio approccio non è anti-bodybuilding. Ho soltanto detto e scritto che si poteva, in definitiva, fare bodybuilding diversamente… Infatti, cosa conta di più per i bodybuilders? Il risultato visivo? In tal caso, perché non cercare di raggiungere quel risultato in modo dolce, ottenendo allo stesso tempo l'armonia con se stessi, l'armonia di spirito e corpo? Oppure i bodybuilders tengono troppo alla loro "filosofia" del no pain no gain, che spesso porta a essere BIG fuori e morti dentro?
Non sarebbe forse ora per il bodybuilding di entrare in una fase nuova, in cui l'autodistruzione verrebbe effettivamente marginalizzata? Chi la pensa così sarà d'accordo sul fatto che non ci si riuscirà con esortazioni, bei discorsi o slogan. Ci si riuscirà soltanto con un altro modo di allenarsi, in cui la pratica regolare cambierà lo spirito. Perché bisogna agire per cambiare...  

 

Anthony

 

Horlab

 

Alexandre

  
  

 

Sebastien e Cédric

 

Andy e Olivier

 

Clément e Mickaël
  

 

Luc

  

 

Sébastien e Mickaël

 

 

Riportiamo qui sotto un dialogo preso dal sito francese tra Olivier Lafay e alcuni praticanti: 22 novembre 2013 alle 2:38

Partecipante n°1: "Riguardo l'efficienza, per riassumere velocemente, si tratta di non allenarsi mai nel rosso? Oscillare sempre intorno a uno sforzo medio, con livelli massimi e minimi, ma senza mai essere "carbo"? È un po' paradossale, perché secondo me il fatto di dover battere i propri record a ogni seduta implica prima o poi di essere appunto "carbo". Bisogna forse fare il mini ciclo, o ciclo, in quel momento, per essere efficienti? Sbaglio o no?"

Partecipante n°2 : « L'efficienza significa raggiungere un determinato obiettivo con un minimo di impegno. Per impegno si intende impegno in termini economici, temporali ecc. Ho come obiettivo quello di raggiungere 40 cm di braccia. Ho due soluzioni. Soluzione 1: compro per 22,80 euro un libro che mi fornisce un metodo per raggiungere i miei obiettivi in un anno al ritmo di 3 allenamenti da 45 minuti a settimana. Soluzione 2: mi iscrivo in palestra per 500 euro e raggiungo i miei obiettivi in 3 anni, al ritmo di 5 allenamenti da 2 ore a settimana. Le due soluzioni sono altrettanto efficaci, dal momento che mi hanno permesso di raggiungere entrambe il mio scopo. Tuttavia, la soluzione 1 è quella più efficiente perché ho impegnato meno tempo (durata totale) e soldi per riuscirvi. Si potrebbe aggiungere che nella soluzione 1 si sconsiglia di finire sistematicamente carbo, mentre nella soluzione 2 un ambiente no pain no gain spinge a finire carbo ogni volta. Risultato: meno tempo libero e tempo libero trascorso nel tentativo di recuperare. »

Olivier Lafay: « Si può anche aggiungere che l'efficienza, nel metodo, è legata al fatto di tener conto dell'ambiente al momento di compiere delle scelte in muscolazione. Non si tiene soltanto conto dell'universo del muscolo, ma di tutto ciò che ci circonda, al fine di gestire al meglio i nostri sforzi, considerando i numerosi vincoli a cui siamo costantemente sottoposti. L'efficienza consiste nella gestione ottimale dello sforzo, in un'ottica a lungo termine (Mens sana in corpore sano), che tiene conto del nostro sviluppo globale (non soltanto quello del muscolo!), da cui deriva la necessità di subordinare la costruzione del corpo alla costruzione di sé. »

Partecipante n°1: « Ok, se mi baso sull'articolo, il metodo in sé è basato sul concetto dell'efficienza (mi chiedo fra l'altro se non sia proprio questo il concetto fondamentale su cui è stato costruito il metodo). »

Olivier Lafay: « Sì, il concetto di efficienza è uno degli elementi fondanti del Metodo. L'efficienza è, come ho già detto, il fatto di fare meno sforzi possibile in un determinato periodo per un risultato massimale. Il Ciclo e il Mini ciclo consentono l'efficienza perché ci si sforza molto meno quando si inizia un Ciclo o un Mini ciclo. Anzi che essere sempre al 100%, si inseriscono nel proprio allenamento ampi spazi in cui si lavora al 50/60/70/80/90%. E ci si accorge che si progredisce benissimo così, in modo estremamente rapido (quando gli inserimenti sono fatti bene, e il Metodo è stato concepito in modo tale che il praticante inserisca bene questi spazi). È il contrario della logica dell'allenamento coi manubri, in cui il "no pain no gain" è la regola (sforzarsi sempre, anche superando il 100%). L'energia risparmiata può a questo punto essere investita nello sviluppo della persona, per una "mente sana in un corpo sano". La differenza è anche questa: poter svilupparsi pienamente utilizzando correttamente la propria energia. Perché quest'ultima non è inesauribile; se si investe tutto nella muscolazione, non rimarrà più niente per il resto (la vita non si riduce né deve ridursi alla muscolazione). Bisogna quindi saperla risparmiare con intelligenza. Il percorso "lafayano" di efficienza è GLOBALE. »